Ho visto due suini, stamattina, festeggiare e il mio macellaio annaspare

é evidente che la notizia del giorno sia la cancerogenicità della carne rossa. Un buoninput per rompere il silenzio: ben ritrovati!

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia dell’ONU che si occupa di salute e medicina, ha inserito nella categoria degli elementi certamente cancerogeni (Gruppo1, dove troviamo per esempio il fumo) la carne rossa lavorata, ovvero quelle carni salate, essiccate, fermentate, affumicate, trattate con conservanti per migliorarne il sapore o la conservazione.  Mentre la semplice carne rossa (per esempio manzo, maiale, vitello, agnello, cavallo o capra)  è stata inserita fra i probabili cancerogeni (Gruppo 2A), “sulla base di sufficienti evidenze che le legano al tumore del colon e dello stomaco”, evidenze sono venute fuori da dall’analisi da parte di 22 esperti nel mondo, di oltre 800 studi pubblicati a riguardo.

Ora, prima che dalla biologico-mania si passi alla filosofia del vegeteriano-campa-di-più, mandando in malora 13.000 aziende (in Europa) con 350.000 dipendenti 85 miliardi di fatturato annuo, analizziamo bene la notizia.

Paolo Moffetta, un medico che ha lavorato per l‘OMS, dice che “gli studi per determinare se un cibo sia o meno cancerogeno pongono degli enormi problemi logistici: richiedono che la dieta di migliaia di soggetti venga controllata per molti anni. Per diverse ragioni, fra i quali reperire i soldi e trovare i soggetti disponibili per questi studi, esperimenti del genere sono comunque molto rari, e gli scienziati utilizzano invece metodi meno diretti come gli studi epidemiologici (cioè fondamentalmente analisi di dati a disposizione)”.

E l’epidemiologo Kurt Straif, anche lui lavora per l’OMS, ha detto che “per una persona normale, il rischio di sviluppare il cancro al colon a causa del consumo di carne lavorata rimane basso: ma il rischio ovviamente aumenta a seconda della quantità consumata”. Ovvero, come per la maggior parte delle cose a questo mondo, è la dose ciò che conta: provate a bere 8 litri di acqua al giorno e vedrete che accade, anche se si tratta semplicemente di acqua.Foto Cancer Research UK

In Italia, ad esempio, questa volta siamo salvi perché  a quanto rilevato da una nota di Assocarni (Associazione nazionale Industria e Commercio Carni), gli italiani mangiano in media 2 volte la settimana 100 grammi di carne rossa(e non tutti i giorni) e solo 25 grammi al giorno di carne trasformata. Vale a dire la metà del consumo medio necessario per un aumento modesto del rischio di cancerogenesi

Per dare una misura dell’effetto globale, secondo le stime circa 34mila morti per cancro nel mondo, all’anno, sono dovute a diete ad alto consumo di carni lavorate, a cui se ne aggiungerebbero altri 50mila dovute a diete ad alto consumo di carni rosse. Ma badate che ogni anno il fumo causa 1milione di morti per cancro, l’alcol 600mila e 200mila quelle dovute all’inquinamento. Anche se  fumo e carne rossa lavorata ora sono nella stessa lista.

Certo è che mangiare bene, che sia biologico, a km 0, fatto in casa, palm-oil free, vegan-si e chi più ne ha più ne metta, o semplicemente mangiare sano è la migliore fra tutte le scelte possibili mentre si sceglie gli scaffali del supermercato.

Insomma ragazzi, potete consolare il vostro macellaio di fiducia e rassicuralo sul fatto che il tracollo è ancora lontano (almeno per il calo dei consumi) e continuare a far guardare Peppa Pig ai vostri figli, senza farvi prendere dal timore che anche la solo vista di un maiale non faccia venire la cataratta.

KID (THE)

Su Charlie Hebdo, Greta&Vanessa e dintorni

Ad animi raffreddati, forse vale la pena riscaldare i cervelli.

Sono passati pochi giorni da Charlie Hebdo e ancora di meno dalla liberazione di Greta e Vanessa e i titoli delle prime pagine sono imperterriti rimbalzati su Renzi e Berlusconi. I due eventi, quello francese e quello del rapimento, apparentemente distanti e dislocati, se guardati da lontano sembrano essere molto simili, sembrano proprio due fiori all’occhiello dello stesso abito.

L’attentato alla redazione di Charlie Hebdo il 7 Gennaio, secondo alcuni, è stato il giorno in cui l’Europa ha subito il suo 11 Settembre. Ho ascoltato tante opinioni a riguardo, ho assistito al chiacchiericcio mediatico e social che si è aggrovigliato attorno alla notizia sconvolgente. Quel chiacchiericcio che è un frutto utopico della moderna democrazia partecipata o della sua traduzione social, distante dalla mera (e non realistica) definizione, e per niente costruttiva, evolutiva e civile, come invece sarebbe bello fosse.Mi spiego meglio: da Papa Francesco, all’incallito facebookiano, da Saviano alla mia cerchia di amici, tutti hanno detto la loro ed è indubbiamente giusto che tutti possano farlo.

Il Papa ha parlato di prudenza perché la libertà d’espressione si deve, purtroppo, scontrare con la realtà istintiva e animale dell’essere umano ma senza rendere questa una valida giustificazione dell’accaduto, parole davvero sante a mio avviso e di un’intelligenza, l’aggettivo cade a pennello, divina. In altre parole, la satira specie quella religiosa e specie per la religione islamica può non essere certamente ben accetta e provocare reazioni storicamente indelebili, ma nessuna ragione che spinge un uomo ad uccidere può nobilitare tale azione. I cristiani ci sono già passati d’altro canto, in nome di Dio, in altre epoche non troppo lontane, anche loro si sono già macchiati di sangue e proprio perché è chi a non avere peccato che deve scagliare la prima pietra, dovrebbe il mondo cristiano e cattolico non assurgersi a giudice di ciò che è accaduto, ponendosi su un piedistallo religioso che trovo alquanto altezzoso e prepotente. Sia chiaro, non voglio di certo difendere i fratelli Kouachi, però voglio dire che sono condannabili dall’umanità intera e non solo dalla fetta cristiana dell’umanità.

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Se dio sapesse quello che google sa

Da quando il web ed in particolare i social networks sono incalzati nelle vite dei più, anzi di tutti, abbiamo cominciato a chiederci quanto fosse realmente benefico il loro utilizzo e quale sia il costo reale di ciò che appare gratuito. Si sa l’evoluzione, il progresso e le grandi svolte nella storia dell’uomo millantano grandi vantaggi e nascondo ancor più grandi svantaggi e comunque, a mio parere, è opportuno andare avanti perché è la natura del tempo sociale a dettare le regole del gioco evoluzionistico. Occorre, certo, procedere sempre con cautela come in qualsiasi altra circostanza, conoscere prima di usufruire.

Bene, negli ultimi giorni dell’anno gli animi sono sempre più predisposti alla riflessione e allora vi offro un interessante spunto. Nell’era dei big data ci siamo più volti chiesti dove vanno a finire e chi può vedere i nostri dati, quelli che per ogni iscrizione online, nell’ovunque etereo del web, senza badare, inseriamo.

Avete mai notato che dopo aver googlato un prodotto, le miglior inserzione della stessa categoria che avete prima cercato vi appare, magicamente, sui banner pubblicitari? Come se qualcuno sapesse a quali prodotti siete ora interessati e vi mostrasse, con il tempismo perfetto, la pubblicità giusta. Avete anche sempre creduto che, a parte il costo dell’abbonamento, la navigazione è gratuita?
Di certo non è così, nulla è lasciato al caso o è il frutto di generosità di nuova generazione: il costo che paghiamo siamo noi stessi, i nostri dati, le nostre preferenze, la nostra identità.

E allora date un’occhiata a quello che Google sa di voi attraverso questi 4 link:

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Venerdì 7 Novembre è la Giornata internazionale della Fisica Medica. Sapete chi è il fisico medico?

Il fisico medico è una figura altamente specializzata che affianca il medico nei trattamenti clinici che coinvolgono le radiazioni, in altre parole è il ponte tra clinica e tecnologia e si occupa sia di diagnostica che di terapia per diversi tipi di patologie, prima fra tutti il tumore.

Ed oggi è l’anniversario di nascita di Marie Curie, madre della Fisica Medica, premio Nobel per la Fisica nel 1903 per i primi studi delle radiazioni, condotti insieme al marito Pierre Curie. Una grande donna della scienza con la grande fortuna di essere stata riconosciuta tale!

Come in altri paesi anche in Italia esiste un’Associazione di Fisici medici con un proprio codice deontologico professionale, l’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM), attualmente con circa 800 iscritti.

Ma come si fa a diventare fisico medico? Un’altra bella storia, come al solito.

Ci si laurea in Fisica, prima con la triennale e poi con la specialistica (o magistrale, dipende dall’ennesima riforma in atto), dopo 5 anni (senza intoppi di alcun genere) si concorre per entrare nella scuola di specializzazione in Fisica Medica appartenente alla facoltà di Medicina che dura altri quattro anni (con la nuova riforma delle scuole di specializzazioni mediche dovrebbero essere stati ridotti a tre). In questi 4/3 anni si sostengono esami e si effettua il tirocinio in ospedale, come tutti gli specializzandi, ma, nel caso dei laureati non medici, senza borsa di studio perché “non ci sono fondi” (ma quest’anno, probabilmente, non ci saranno neanche per i laureati medici, almeno non per tutti. Lo sapremo non appena verranno risolte queste vergognose quisquilie sul nuovo concorso nazionale per l’accesso alle specializzazioni).

Senza tirarla alla lunghe, mi trovo a scrivere un’altro esempio di come vanno le cose in Italia per un ambito non di poca importanza: d’altronde parliamo di alta tecnologia in medicina e nuove leve di giovani che crescono per poi dover andare all’estero per trovare soddisfazione professionale.

Ma per dare un taglio più romantico al pezzo, tralasciando le rassegnate prese d’atto che L’Italia è bella ma non funziona, la Fisica Medica trasuda bellezza. è quel tipo di bellezza che non si vede ma si percepisce, è la straordinarietà di come la teoria invisibile produca effetti tangibili, è la “magia” che permea la realtà, prende parte all’essenza della conoscenza, cosa nobile.

Lo so, sono di parte ma come si fa a non percepire il fascino di pezzi di materia, le particelle, invisibili all’occhio umano che impattano con noi, con la nostra struttura fine e ne producono un macro-effetto. Questo succede costantemente in natura, ma il fisico medico ha il potere del burattinaio: può manovrare l’invisibile.

P.S: Buon Compleanno Marie.

Fecondazione assistita eterologa: aria di civiltà

Da ieri in Italia si respira un’aria con una concentrazione più elevata di civiltà. Dopo dieci anni di sentenze italiane é caduto l’ultimo grande divieto della legge 40 del 2004, quello sulla fecondazione assistita eterologa (vale a dire con ovociti o spermatozoi di un donatore esterno alla coppia).

Tra l’altro ieri è anche successo che il tribunale di Grosseto abbia obbligato il comune toscano a trascrivere sul registro di stato civile il matrimonio di due uomini che si erano sposati a New York due anni fa, creando il primo precedente nella storia d’Italia. Continua a leggere

IL SALENTO CHE CAMMINA, ad esempio LECCE2019

L’essere salentini ci piace: il richiamo verso l’appartenenza alla terra, l’ammirazione verso le bellezze della natura che subiamo e quella verso il calore umano a cui diamo impulso soddisfano l’ego territoriale. La nostra terra ci rende orgogliosi, anche se ce lo hanno fatto scoprire i non-salentini con la loro spassionata voglia di diventarlo, anche se alcune cose non vanno, come in tutto il resto d’Italia d’altronde, ma altre pullulano di entusiasmo e giovinezza, di scene vivaci e di attivismo. Ed è inutile negare la sempreverde voglia disperata del ritorno, del mare, del cielo, della festa, dei sorrisi e del buongiorno per strada.

Poi, prima o poi arriva un tempo in cui tutto questo, probabilmente, non basta più, il tempo in cui la rendita della scoperta della bellezza sta esaurendosi e in quel tempo per restare, per voler ancora tornare e per vivere ci tocca fare, non parlare, ma FARE. Forse quel tempo è appena arrivato, o sta per svoltare l’angolo o è più vicino di quanto possa sembrare ed è un bene che lo sia. È un bene perché ogni spettacolo è fatto d’attori e quando arriva l’ora di entrare in scena per viverla inizia il vero godimento. Continua a leggere

#cambiamotutto, anche il DISservizio pubblico

Stabilità, bunga bunga, condanne e candannati. Non esiste solo questa Italia, quella dei titoli in grassetto che ritornano ciclicamente o non tramontano mai, quella che la sera guarda i talk show e spegne la TV indignata ma la mattina dopo continua a fare sempre le stesse cose con una collera latente che viene fuori solo quando si va a cena con gli amici o ci si lamenta in coda per qualcosa, qualsiasi cosa.

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Signori politici, noi siamo gli specializzandi

Signori politici,

siamo gli specializzandi non medici.

Siamo i biologi, chimici, fisici, farmacisti, odontoiatri, psicologi e veterinari che hanno scelto la strada della formazione specialista, ovvero la scuola di specializzazione: quattro anni di frequenza a tempo pieno e timbratura del cartellino senza un contratto di formazione e nessuna borsa di studio. Noi siamo parte, attiva e funzionante, del sistema sanitario dei prossimi decenni.

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Il seme è sotto la neve #cambiamotutto

Ricercare l’entusiasmo, lavarsi dalla rassegnazione e dai visi impauriti che incontri per strada, sorridere, sperare e credere e condividere la fede nel futuro. Ieri ho alimentato la frenesia, ho trovato la linfa per rinnovare il coraggio: ieri sono stata alle Officine Cantelmo all’apertura di TEDx Lecce con Riccardo Luna che presentava il suo libro Cambiamo tutto. Proprio quello che ci voleva.

È necessario fare il salto, magari non quello giusto, ma basta lanciarsi: banner di google e sete di conoscenza. Internet trasferisce il potere alle persone, perché con un tablet in mano, o qualsiasi altra cosa che si connetta, il sapere tocca orizzonti che neanche immaginiamo ma che possiamo raggiungere.Abituati a leggere e ascoltare solo di Letta e Alfano, Berlusconi e magistratura, pil che va giù, imu che cambia nome, non parliamo d’altro, non ci lamentiamo d’altro e soprattutto non facciamo nulla perché viene meno il coraggio di fare. Nell’epoca del tutto va male, della sfiducia nella politica, della cultura del fallimento (se sbagli anche solo una volta sei un fallito!) chi ha la volontà e la determinazione del fare viene sacrificato, quando invece, molto probabilmente e in tanti casi è stato così, basta farlo e ci vuole poco.

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La notte deserta

Galatina: comune italiano di 27.127 abitanti della provincia di Lecce. Situato al centro del Salento è la terza città della provincia per numero di abitanti e uno dei centri più popolosi dell’area meridionale della Puglia.

Desertificazione: indica un processo, per lo più causato dalle attività umane, che indica la degradazione dei suoli  portando alla scomparsa della biosfera (flora e fauna), di solito è un processo irreversibile che interessa tutti i continenti con intensità ed effetti diversi.

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